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    La Realtà Virtuale in poche parole

    Francesca Scarpa / 2018-06-30 / Virtual Reality

    Le prossime generazioni si ricorderanno di noi come noi ci ricordiamo la leggenda del pubblico dei fratelli Lumiere che nel 1896 fuggì dalla sala alla vista di un treno in avvicinamento.

    Alcuni cadono, altri agitano le braccia e si proteggono il volto, altri ancora cercano il pavimento e confesso che anch’io la prima volta che ho indossato il visore ero sia emozionata che agitata.

    Ma non è solo la paura dell’effetto ottico a dissuadere il grande pubblico dall’utilizzo della Realtà Virtuale e ad applicarla nel proprio business. Come spesso accade all’inizio di ogni innovazione tecnologica, la Realtà Virtuale fa rumore: sono migliaia le notizie e le iniziative nei più disparati settori in tutto il mondo. C’è quindi il rischio che solo gli addetti ai lavori abbiamo il knowhow necessario per scegliere con criterio il giusto approccio per ogni progetto.

    L’attuale tecnologia per la VR è ben lontana dal mondo di Matrix: anche se nella VR un pò di Ju Jutsu lo si può imparare (per esempio con le esperienze per la formazione in ambienti complessi o che risulterebbero pericolosi nel mondo reale) rimane un visore da indossare, con un monitor più o meno ad alta definizione posto a pochissimi centimetri dagli occhi che proietta due immagini che tramite due lenti creano una resa stereoscopica simulando il 3D, inducendoti a credere che stai guardando un ambiente reale e non uno schermo.

    Tuttavia le innovazioni tecnologiche a riguardo sono molteplici e sempre migliori, tenersi aggiornati è un lavoro, io stessa mi affido a colleghi specializzati, siti tecnici e blog di riferimento.

    Vediamo ora alcune domande:

    Che tipi di VR esistono?

    Ne esistono molti ciascuno con qualche sfumatura dettata dalla tecnologia utilizzata ma per una prima definizione io li dividerei in due macrogruppi:

    • Realtà virtuale con render a 360°, in cui lo spettatore può orientare lo sguardo a suo piacimento senza però spostare il punto di osservazione, molto utile nel mondo dell’architettura per la rappresentazione tridimensionale dello spazio e per offrire un idea di luci e materiali. Gli strumenti necessari per questo tipo di VR possono essere semplicemente un comune smartphone, con o senza delle lenti specifiche (che variano dai pochi euro al centinaio) ed un app, oppure con un apposito visore (esempio Samsung Gear) anch’esso da un centinaio di euro.
    • Realtà virtuale immersiva, dove l’utente più spostarsi all’interno del mondo virtuale percependo lo spazio come nel mondo reale ed interagire con esso. È il tipo più complesso e quello che offre la migliore esperienza di utilizzo. Necessita di maggiori competenze in fase di progettazione e maggiori strumenti per utilizzarla ma è anche l’oggetto di molti progetti innovati che lascano intravedere una crescita importante per questo settore.
    Che attrezzatura serve per avviare un applicativo VR?
    • CPU Intel o AMD in grado di supportare una scheda video mid-high end,
    • GPU Nvidia GeForce GTX 1060 o AMD Radeon™ RX 480 (o superiori),
    • RAM dai 8 GB o superiori,
    • Visori (htc vive/oculus rift/…), con relativi joystick e station,
    • Stanza con spazio di gioco.
    Che attrezzatura serve per sviluppare un applicativo VR?
    • CPU Intel o AMD almeno quad core (consigliati processori Intel I7 o Xeon, o AMD equivalente),
    • GPU Nvidia GeForce GTX 1060 o AMD Radeon™ RX 480 (o superiori),
    • RAM da 8 GB (consigliati 16 GB),
    • Visori (htc vive/oculus rift/…), con relativi joystick e station,
    • Stanza con spazio di gioco.
    Chi concorre alla creazione di una esperienza in VR?
    • Ideatore dell’esperienza (architetto/storyteller/game developer/terapista/…),
    • Artista/Sceneggiatore,
    • Modellatore 3D,
    • Informatico programmatore esperto in videogame.
    Che programmi servono?

    Al professionista che sviluppa la VR servono software professionali per la modellazione, il texturing, le animazioni, il game developing (Unity o Unreal Engine di EPIC Games sono oggi i più utilizzati) ed eventualmente altri. 

    All’utente invece basta l’eseguibile che gli viene consegnato dal professionista, un unico programma completo di licenza che ha concordato in fase di accordo preventivo.

    Quali sono gli ambiti di applicazione?
    • Intrattenimento,
    • Architettura e design,
    • Real estate e commercio retail,
    • Formazione,
    • Simulazione di esperienze pericolose nel mondo reale,
    • Rieducazione cognitiva,
    • Terapia psicologica e riabilitazione nel DPTS.
    Ed il costo?

    Dipende da tanti fattori, alcuni possono essere ad esempio:

    • Dimensione e complessità delle geometrie della scena,
    • Numero dei livelli o scene,
    • Fotorealismo,
    • Numero e tipologie delle animazioni,
    • Livelli e tipo di interazione.

    Le cose da sapere non sono per nulla finite, la Realtà Virtuale è un lavoro articolato che racchiude più professioni al suo interno ma il risultato non delude.

    Per ogni ulteriore domanda non esitate a contattarmi, cercheremo insieme le risposte!

     

    Riferimenti tecnici:

    https://www.vive.com/us/ready/

    https://www.oculus.com/rift/

     

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